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Month: luglio 2017

Crostata al limone, il dolce del mio anniversario

crostata al limone prendil per la gola
Crostata al Limone

Durante una torrida domenica di fine luglio, ho voluto festeggiare il mio primo anno da signora sposata, con la Crostata al limone.

Perchè proprio questo dolce? Perchè è uno dei preferiti di mio marito!E poi prepararlo è davvero facile. Sporcherai poco. Ti basterà versare tutto in un mixer e un frullatore e la torta sarà pronta in battito di ciglia.

Purtroppo dovrai accendere il forno e se come me decidi di preparare la crostata al limone quando fuori ci sono 40°, beh, sarai costrette a sudare un pò. Ma credimi, ne rimarrai entusiasta.

Nella ricetta troverai le dosi con i prodotti classici, tra parentesi burro e panna alternativi che ho dovuto utilizzare perchè intollerante al lattosio. Il risultato è perfetto!

Ho realizzato la crostata al limone in collaborazione con l’azienda di e- commerce Happyflex, azienda produttrice di stampi in silicone per dolci e salati.

Come preparare la crostata al limone

Per la frolla

150 gr di farina 0

70g di burro ( senza lattosio per me )

1 uovo

75 gr di zucchero semolato

1 limone biologico

1 pizzico di sale

Per la crema

200 ml di panna fresca ( ho usato la panna di soia Hoplà)

2 limoni biologici

4 uova

120 gr di zucchero semolato

30 gr di amido di mais

1 pizzico di sale

In un mixer ho versato la farina e il burro freddo. Ho azionato fino ad ottenere delle briciole. Ho aggiunto lo zucchero, la scorza di limone, il pizzico di sale e l’uovo. Ho lasciato andare i mixer fino a che non si è formata la frolla.

Ho avvolto l’impasto in una pellicola e messo il tutto in frigo per un’ora.

Ho steso la frolla compatta e fredda nello stampo in silicone per crostate della Happyflex, ho coperto la superficie con la carta forno e sparso dei fagioli. Ho infornato la base della crostata per 10 minuti a 180° ( cotura in bianco ).

Crostata al limone prendili per la gola
stampo per crostate dim.24 cm della Happyflex

Mel frattempo ho preparato la crema al limone. Nel frullatore ho versato tutti gli ingredienti e ho lasciato andare la macchina per qualche minuto.

Ho tolto la base dal forno e ho eliminato la carta forno con i fagioli. Ho versato nella base di frolla la crema aiutandomi con colino per evitare grumi.

Ho infornato per 30 minuti a 170°. La cottura dipenderà dal vostro forno quindi se al trentesimo minuta la superficie della crostata sarà dorata, allora sarà pronta. In caso contrario lasciatela ancora qualche minuto.

Una volta fredda, ho sformato con delicatezza la crostata, e devo dire le lo stampo in silicone mi è stato molto d’aiuto in questa manovra, La crostata è venuta via senza dover ungere lo stampo con un grasso.

Ho finito con una spolverizzata di zucchero a velo e fette di limone per decorazione.

Crostata al limone prendili per la gola
Crostata al limone

 

A presto!

Il primo shooting fotografico con Food in Pixel

shooting Prendili per la gola

Mettete quattro ragazze, quattro foodblogger, con tanta voglia di fare. Un duo di esperti food photographers e food stylists, Linda e Roby. Un set. Macchine fotografiche e tanto cibo! Questa è la ricetta per avere uno shooting fografico perfetto. Il primo per me.

Mentre scattavamo foto e giravamo video delle ricette, sentivo nella mia testa, la voce della mia migliore amica Titty, che mi diceva di non essere timida davanti l’obiettivo. Ma nulla! per fortuna pochi sono stati gli scatti alla mia persona, e molti quelli alle mie friselle pugliesi e cialda barese, un’insalata con cetrioli, patate, pomodori e cipolla rossa.

Quattro ragazze, Sally blog Sally18100, l’esperta di vini del nostro gruppo, Laura blog Laura e le sue ricette, una mamma e lavoratrice con una passione sfrenata per la cucina e Cristina, una donna forte e ambiziosa di cui presto sentiremo parlare. La nostra amicizia è nata durante le giornate della fiera campionaria TuttoFood, lo scorso maggio. Galeotto è stato il frame di Instagram che portavamo in giro per gli stand.

Ogniuno di noi ha presentato una ricetta regionale o piatto di punta del blog che Linda e Roby, con la maestria che li contraddistingue, hanno fotografato. Un’esperienza fantastica!

Cucinare mentre si è ripresi. Dapprima imbarazzo, almeno mio, poi puro divertimento. E giochi a fare un pò la Parodi della situazione o la Peronaci, a cui tutte noi ci ispiriamo infondo.

A breve vedrete le foto pubblicate sul sito web Food in Pixel, restate connessi!

Una semplice giornata al Ratanà

prendili per la gola ratanà
La brigata del ristorante Ratanà – Milano Chef Cesare Battisti – sous chef Luca De Santi – Federico – Kim – Giulia – Aurora – Flavia – Ripon – Rari

C’era una volta, in un paese del sud Italia, Bitonto, una bambina.La piccola si ammalava sempre durante i mesi invernali e passava tanto tempo a letto. A farle compagnia la cara vecchia amica Tv. Tra un cartone e l’altro, qualche film in VHS, guardava i programmi di cucina assieme alla mamma…

E’ così che tutto ha avuto inizio! Sono cresciuta guardando la ” Prova del Cuoco ” e gli inizi della Benedetta Parodi. Mia madre rifaceva le ricette che vedevamo in tv, e io l’aiutavo. Succede ancora. Solo che adesso le ricette le metto in scena io! E le posto sui miei social.

Dopo un post in cui chiedevo se ci fosse qualche chef in ascolto disposto a darmi delle lezioni di ” spadellamento “, mi è arrivata una mail. Era l’esperta delle relazioni e marketing del ristorante Ratanà di Milano. Mi chiedeva se fossi stata interessata a trascorrere una mattinata nella loro cucina seguita dallo chef Cesare Battisti e dal suo sous chef Luca De Santi. Mi è preso un colpo! Non solo avevano letto il mio post pubblicato sulla mia pagina instagram ( IG_ @prendiliperlagola ), mi offrivano la possibilità di assistere alla vita di un intero servizio, dalla fase dell’organizzazione, alla preparazione, alla fine del turno dedicato al pranzo.

Ho risposto subito sì! Ero pronta a mettermi in gioco con i grandi della cucina.

Lo scorso mercoledì salgo in metro direzione ristorante Ratanà. Più si avvicinava la mia fermata, più il cuore mi batteva. Arrivo in via De Castillia, 28 a Milano. Tra i grattacieli futuristici come il Bosco Verticale e la famigerata torre dell’ Unicredit, c’è lei, una villa liberty dei primi del ‘900, all’interno della fondazione Riccardo Catella, nella quale Cesare Battisti e la sommelier Federica Fabi gestiscono il ristorante che da poco la rivista ViviMilano ha premiato, classificandolo ai vertici della classifica, con il ViviMilano Awards – Food & drink 2017– categoria ristoranti.

Mi accolgono Arianna e il pastry chef, sous chef della brigata Luca de Santi.- Se ricordate ho copiato la sua ricetta del tortino al cioccolato lo scorso inverno. Quindi si può immaginare la mia gioia!- Parliamo un pò di quello che combino in cucina e come sono arrivata al blog. E poi la domanda cruciale: ” Cosa ti piace fare in cucina? ” la risposta è venuta fuori da se : ” Amo preparare dolci! ” ” Perfetto! Allora passerai la giornata con Luca! ” In quel momento ho sentito scriversi sul mio viso un sorriso enorme. E dentro di me esclamavo: ” Siiii!!! ”

Entro per la prima volta in una cucina da ristorazione, ordinata, con le pentole già sul fuoco e i ragazzi della brigata tutti al lavoro – erano solo le 9:15 del mattino, la vita dello chef inizia molto presto! – scendo giù in cantina ed entro nello spogliatoio. Indosso la mia giacca bianca con la scritta Ratanà sulla manica, allaccio il mio grembiule e parto per l’avventura. Prima De Santi mi spiega come è organizzata la cucina, dall’ acquisto delle materie prime alla stesura della carta dei piatti – posso solo dirvi che sono una macchina perfetta! -.Poi si passa all’azione.

Si comincia con la preparazione delle lamelle di mandorla caramellate che andranno a guarnire uno dei dolci in menù. Aurora, una dei componenti della squadra che si occupa della pasticceria, mi passa la ricetta, mi indica dove trovare pentole e il necessario e via, sono pronta per cominciare.

L’ansia da prestazione è andata via non appena ho cominciato a pesare le mandorle. Mi sentivo a casa, tranquilla. Ho portato a termine il mio compito. Le lamelle erano in forno. Allora via con la lavorazione delle ciliege, altro componente per un altro dolce in carta. E così via, fino alle ore 12. E’ arrivato il momento del pranzo della brigata di cucina e di sala. ” Qui si pranza presto, Nica ” mi dice sorridendo lo chef Cesare Battisti. Tutti a tavola! Il responsabile dei primi Federico Sordo mi prepara un piatto in onore della mia regione : Crudaiola di pomodori gialli salentini, una bontà!

Ore 12:30. Il servizio entra nel vivo

Siamo nello spazio esterno del ristorante a chiacchierare io e lo chef Battisti, quando arrivano i primi clienti. La sala si riempie. La cucina è nel vivo del servizio. Arrivano le comande dalla sala, il sous chef le legge e dice ai ragazzi i piatti da consegnare. Si manteca il risotto alla milanese, si cuociono i saltinbocca, La stanza si riempie di profumi e rumori dei piatti e di pentole che il lavapiatti continua a inserire in lavastoviglie. Tutto fila liscio. Piano piano la pasta salta meno nelle padelle e dalla pasticceria meno gelati e semifreddi vengono guarniti. Il servizio del pranzo sta terminando.

Si spengono i fornelli, si lavano le ultime casseruole, si impacchettano gli ultimi avanzi. Ci si porta avanti con la preparazione dei piatti e dei dolci per la cena e l’indomani, quelli con tempi più lunghi di preparazione. Quando tutto è stato pulito e sistemato, si scende tutti negli spogliatoi. Il turno del pranzo è terminato. Qualche momento di pausa, tra qualche ora si ricomincia, c’è la cena da servire.

Ringrazio ancora una volta chef Cesare Battisti e tutto il suo staff per avermi ospitato e accolto del loro gruppo facendomi sentire una di loro.

Mi propongo per una nuova giornata lì con voi, posso?

prendili per la gola - ratanà

A presto!